Changeling

Changeling di Clint Eastwood è tratto dalle cronache degli anni ‘20 ‘30 e dai molti atti processuali che le procure stanno per distruggere per sempre per assenza di spazio. Angelina Jolie interpreta Christine Collins, una madre single e in carriera, quando le due parole concettualmente non potevano in alcun modo riferirsi ad un essere umano di genere femminile. Christine combatte per tutto il corso della storia per ritrovare Walter, il figlio scomparso misteriosamente in un’ora imprecisata di un sabato festivo. Quella che sembra una possibile vicenda comune si trasforma in un orrido incubo quando la polizia di Los Angeles restituisce alla donna un falso Wallter. Così Christine combatte per il diritto a riabbracciare suo figlio e per questo finisce in manicomio, dove conosce altre donne che proprio come lei non hanno nulla a che vedere con la malattia mentale ma che esattamente come lei condividono la colpa di aver intralciato i piani di qualche uomo potente.

Eastwood racconta una storia balorda, fatta di ingiustizie della collettività sul singolo, della corruzione che uccide la democrazia ma dove tutto sommato un cambiamento può esserci. Il singolo lottando apporta delle modifiche allo stesso sistema legislativo. Così mentre Christine cerca la sua personale giustizia combatte anche per un mondo migliore a fianco di simili che con lei condividono dolori o ingiustizie. Il dolore si allevia nel cambiamento e Walter scompare per sempre insieme agli anni venti.

La regia pulita e la fotografia originale  e appropriata non bastano però a colmare un vuoto, quello che la storia priva di una possibile attualizzazione nel presente lascia allo spettatore. Tuttavia la domanda che sta alla base del film ovvero Cosa è disposta a fare una madre per riaver suo figlio? Forse quella e solo quella è realmente universale, il resto è cinema ben fatto, un grande omaggio ai film che gli spettatori non vedono o non reggono più, la necessità di raccontare una storia “qualunque” prima che possa essere sepolta per sempre e forse qualche altro oscar.

Bond 2008

James Bond in Quantum of Solace è un uomo combattuto tra il desiderio di vendetta per la morte della sua amata Vesper e la naturale britannica tensione alla giustizia. Nel ventiduesimo Bond c’è molto Steve McQueen e poco dello sciupafemmine cui ci siamo abituati. I primi quindici minuti sono scoppiettanti e il resto del film si fa guardare tra qualche baco nella sceneggiatura, lo sguardo penetrante e triste di Daniel Craig, qualche battutina contro i servizi segreti americani che verso la fine dell’era Bush sembra dovuta.

Peccato l’assenza di Q, delle armi non convenzionali e di qualche clichè di Bond, James Bond. Tuttavia i tempi cambiano e neanche i machi sono quelli di una volta.

siamo tutti più sollevati

Fantastico, dopo una lunga attesa il bel Rossano ha finalmente rivisto la sua Ivana Trump in collegamento ponte Italia-Usa. Il novello Nando Mericoni dopo il “Nothing Changed” and “I love you Rossano” della sua bella e biondissima miliardaria si rilassa. la tranquillità di Rossano, nuovo idolo della parità uomo/donna, ci stava tanto a cuore. Grazie Simona e grazie all’Isola dei Famosi, sapendo che questa love story tra il trovatello italiano e la potentissima regina del divorzio continuerà, siamo tutti più sollevati.

la veggenza di Groucho

Nel Dylan Dog del lontano febbraio 1997 Groucho in versione critica afferma:

” Prima o poi finirà per tutti, la benzina. Bisogna essere dei cretini per fondare l’intero sistema mondiale dei trasporti su una risorsa limitata come il petrolio!…

” Sai perché le auto vanno a benzina e non ad acqua? Uno pensa che le abbiano provate tutte prima di scegliere, e che il motore a scoppio sia risultato il sistema tecnologicamente migliore, o se non altro il meno peggio. E invece era proprio il peggio!

I motori a vapore andavano meglio, non avevano problemi di rifornimento ed erano i più sicuri. Ma nel 1914 in America ci fu un’epidemia di Afta Epizodica, sai quella malattia degli animali, e per evitare il contagio furono eliminati tutti gli abbeveratoi  per cavalli e bestiame. Peccato che fossero anche i principali distributori per le auto a vapore, che restarono a secco. E il più grande progresso tecnologico del motore a benzina cominciò così! Tu pensa in che mondo del cavolo viviamo!

e Dylan:” Penso..Penso a com’era belo quando ti limitavi a dire battute senza senso!”

a chi dare torto!

PainStation

http://www.painstation.de/

stasera ho appreso dell’esistenza di questo fantastico ordigno ludico.. una specie di Pong 2.0.

odio Jasper Bloom

.. Per alcuni, del tutto inesplicabilmente l’amore finisce, per altri l’amore svanisce, per altri semplicemente l’amore è perduto, comunque l’amore può anche essere trovato…magari solo per una notte. E poi, poi c’è un altro tipo di amore, il più crudele, quello che quasi uccide le sue vittime, si chiama amore non corrisposto, di quello sono un’esperta. La maggior parte delle storie d’amore è fra persone che s’innamorano l’una dell’altra ma il resto di noi, quali sono le nostre storie, quelli di noi che s’innamorano da soli. Noi siamo le vittime dell’amore unilaterale. I disgraziati fra gli innamorati. I non amati. Io ho amato volontariamente quell’uomo per più di tre anni. Gli anni peggiori della mia vita. Capodanni passati tra lacrime e valium, copleanni dimenticati… In questi anni in cui sono stata innamorata ho avuto i giorni più bui della mia vita. Tutto perchè sono stata innamorata di un uomo che non mi ha mai amata e non mi amerà.

Poi all’improvviso un Natale, si prende la propria vita in mano e si incontra un anziano sceneggiatore a riposo e si ricomincia a pensare di poter essere protagonisti della propria vita. Così Jasper Bloom si rifà vivo, percorre migliaia di chilometri e ci viene incontro per dirci che gli manchiamo. Noi stupide come sempre gli crediamo ma ecco che il colpo di scena arriva e noi scegliamo una bella seratina con uno sceneggiatore gentiluomo. Ci liberiamo di Jasper e finalmente libere siamo pronte per una nuova storia. Magari però, invece di incappare in un bruttarello simpatico come Jack Black succede che incontriamo un altro come Jasper. Uno che nuovamente trarrà linfa vitale da noi nel peggiore dei modi. Troverà, grazie alla nostra comprensione e abnegazione la forza per iscriversi al corso di laurea abbandonato da tempo, riuscirà finalmente ad alzarsi prima al mattino riuscendo a scandire le ore del giorno in modo ordinato e ciò lo porterà ad acquisire un metodo. Il metodo lo salverà dal tedio e dall’anonimato. La cosa più bruta però non è che ci avrà chiamato solo per lagnarsi e ci avrà sorriso solo per riconoscenza.. no, la cosa più brutta sarà che ci chiamerà, un giorno, all’improvviso, quando lo avremo totalmente dimenticato, solo per sbatterci in faccia i suoi successi, pretendendo che noi siamo ancora disposte a condividerli con lui.

Però potrebbe anche accadere che invece di un nuovo Jasper potremo incappare in  Johnny (Al Pacino in Paura D’Amare). Johnny, nonostante abbia passato 18 mesi in carcere per truffa  in realtà è amorevole  e pieno di voglia di ricominciare, tanto che non ci promette di poter lenire le nostre sofferenze ma di starci accanto la prossima volta che soffriremo. Accipicchia questo è veramente l’uomo della vita, quello che ci voleva dopo delle brutte esperienze con Jasper. Che romantico avere a nostro fianco un cuoco poeta con le sembianze di Al Pacino!

In mezzo a queste possibilità ci accontentiamo di conoscere Mc Rinot che non sarà interessante come che ci spinge a proteggerlo fino a distruggerci e non sarà neanche travolgente come Johnny di Frankie e Johnnie ma sappiamo che starà in balcone col sole e sul nostro letto con il cattivo tempo, ci chiederà di cenare sempre alla stessa ora e ci farà compagnia quando di notte dovremo finire un lavoro importante. Anche lui con noi avrà odiato Jasper perché ci aveva allontanate troppo da casa e lui non ama stare da solo…

la saga continua…

ONCE

Una volta sola una ragazza Ceca trascina un aspirapolvere rotto per le strade di Dublino come fosse un cagnolino blu in compagnia di un aitante irlandese che canta ai passanti la disperazione di un amore finito.
Una sola settimana lui e lei si incontrano cantando, suonando, componendo, registrando dei nuovi pezzi.
Un grande crescendo di emozioni, vissute nei ritagli di tempo di Lei, promettente pianista, madre di Ivanka, moglie di uno sconosciuto che le vive a distanza, impegnata tra mille lavori che la fanno campare.
E poi, poi la musica che li unisce per sempre.

aspettando Be Kind Rewind

Dovrebbe uscire a breve Be Kind Rewind. Attendo con ansia l’ultima fatica di Michel Gondry: si basa sulla storia di un commesso di Blockbuster che rigira tutti i classici cancellati per errore, se si pensa che il commesso in questione è interpretato da Jack Black tutto si fa più interessante. Ma quant’è geniale Gondry.. c’è sempre qualcosa che si cancella e si può riscrivere, si torna indietro e nel tornare indietro c’è sempre la possibilità di modificare ciò che è stato scritto. Ma quant’è geniale Gondry che utilizzando Jack Black come prima Jim Carey, Kate Winslet, Gael Garcia Bernal e Charlotte Gansburg, tutte star dentro e fuori i meccanismi di Hollywood, dice sequenza dopo sequenza che in opposizione al sistema mainstream dominante sia invece possibile costruire un percorso alternativo all’intrattenimento. Ma quant’è geniale Gondry che svela la bugia delle multinazionali dell’intrattenimento secondo le quali sembra necessario spendere dei soldi per divertirsi, ogni cosa deve essere business e il business è possibile solo attraverso l’omologazione.
In un mondo alternativo, il suo, tutti siamo in grado come il commesso di Blockbuster tutti sembriamo potenzialmente in grado di produrre contenuti. Due domande mi vengono in mente: la prima se Gondry abbia o meno presente la differenza tra accesso e partecipazione che invece sembra tanto chiara a Giddens, l’altra, per la verità abbastanza scontata, quali potrebbero essere questi contenuti così alternativi, in fondo si tratta di rigirare vecchi film che a loro volta provengono da un circuito mainstream e che probabilmente saranno rigirati con un linguaggio che sempre dallo stesso circuito provengono. Poi mi placo e penso che una risposta a queste domande non sia necessaria, continuo a pensare che non vedo l’ora di vedere Be Kind Rewind e che .. meno male che c’è Gondry che all’interno di un sistema che sembra flessibile e non lo è riesce a farci porre delle domande.

Per i contenuti mi sono basata su un’intervista a Gondry pubblicata su “la Repubblica delle Donne” del 17 maggio 2008.

Hello world!

 emiliana