Changeling di Clint Eastwood è tratto dalle cronache degli anni ‘20 ‘30 e dai molti atti processuali che le procure stanno per distruggere per sempre per assenza di spazio. Angelina Jolie interpreta Christine Collins, una madre single e in carriera, quando le due parole concettualmente non potevano in alcun modo riferirsi ad un essere umano di genere femminile. Christine combatte per tutto il corso della storia per ritrovare Walter, il figlio scomparso misteriosamente in un’ora imprecisata di un sabato festivo. Quella che sembra una possibile vicenda comune si trasforma in un orrido incubo quando la polizia di Los Angeles restituisce alla donna un falso Wallter. Così Christine combatte per il diritto a riabbracciare suo figlio e per questo finisce in manicomio, dove conosce altre donne che proprio come lei non hanno nulla a che vedere con la malattia mentale ma che esattamente come lei condividono la colpa di aver intralciato i piani di qualche uomo potente.
Eastwood racconta una storia balorda, fatta di ingiustizie della collettività sul singolo, della corruzione che uccide la democrazia ma dove tutto sommato un cambiamento può esserci. Il singolo lottando apporta delle modifiche allo stesso sistema legislativo. Così mentre Christine cerca la sua personale giustizia combatte anche per un mondo migliore a fianco di simili che con lei condividono dolori o ingiustizie. Il dolore si allevia nel cambiamento e Walter scompare per sempre insieme agli anni venti.
La regia pulita e la fotografia originale e appropriata non bastano però a colmare un vuoto, quello che la storia priva di una possibile attualizzazione nel presente lascia allo spettatore. Tuttavia la domanda che sta alla base del film ovvero Cosa è disposta a fare una madre per riaver suo figlio? Forse quella e solo quella è realmente universale, il resto è cinema ben fatto, un grande omaggio ai film che gli spettatori non vedono o non reggono più, la necessità di raccontare una storia “qualunque” prima che possa essere sepolta per sempre e forse qualche altro oscar.