La classe

Da quando ho visto il delicato film di Laurent Cantent mi sono chiesta spesso quale sia il senso di ciò che ho deciso di fare.

Il viaggio lungo un anno scolastico di Francois Bégaudeau, professore di lettere in una terza media della periferia parigina è simile al lungo peregrinare di un’arca che tenta di approdare e non ce la fa. Venticinque studenti diversi per etnia e per cultura familiare si confrontano con la moderazione e la mediazione del professore. Un professore che ancora crede nel valore di ciò che insegna e nel valore della cultura. Per tutti i 128 minuti del film che passano rapidi e dolorosi Francois cerca disperatamente di comunicare con i suoi studenti, cambia registro, metodo e tenta varie strategie ma senza successo. Non condividono gli stessi valori, non parlano lo stesso codice, per colpa di nessuno. Così l’ultimo giorno di scuola il volenteroso prof. scopre che da lui gli studenti non hanno imparato proprio nulla..

Senza morale gli anni scorrono e cambiano il mondo e con essi le persone che vi abitano, probabilmente il professore parteciperà allo scandire di questi, senza tuttavia cambiare missione.

Le mie domande non trovano risposta, anzi alle prime se ne aggiungono altre ma invece di rispondere vorrei prima capire meglio, saperne di più, magari per riuscire a capire qual è la chiave se c’è.

5 Commenti »

  1. emilianadeblasio Dice:

    Ieri lezione in aula 209. Il martedì fare lezione è un vero massacro, ho lezione dalle 18 alle 20, gli studenti li trovo in aula e sembrano accoglienti. Dopo 40 minuti non ci sono più. Io sola col microfono che tento di rendere interessante le definizioni dei media e la differenza tra la comunicazione interpersonale e quella di massa. Emmecci e Di con le sue amiche intervengono e mi danno un po’ di feedback mentre proprio il feedback vorrei spiegare. CI sono ragazzi di cui vorrei imparare il nome che parlottano, ora con me ora tra loro. Gli alti sono già fuori nelle strade della capitale bloccate dalla pioggia.
    Le lezioni non sono sempre così, di solito il martedì mi deprimo e il mercoledì dimentico.
    Speriamo che sia così anche oggi, io dal canto mio ce la metto tutta.

  2. emilianadeblasio Dice:

    La 210 è sempre l’aula più fortunata. La partecipazione sembra inversamente proporzionale alla frequenza, così Emmeci, Di, Emmegi, Ro e molti altri di cui purtroppo ancora non ricordo il nome, intervengono con mille domande sulle questioni più spinose e mai risolte delle teorie degli effetti. Sono dispiaciuta quando inizio la lezione, dispiaciuta del fatto che in breve tempo dovrò distruggere delle certezze che abbiamo conquistato con immensa difficoltà in questo breve percorso che ci ha visti tutti protagonisti.
    Gli esempi vanno dai miei amati film all’attualità più imminente. Non si riesce a non parlare di Barak Obama che proprio la scorsa notte ha vinto la scalata alla casa bianca. Non si riesce a fare degli esempi che non coinvolgano il leader del paese più in vista del mondo occidentale, l’allegria sembra dilagante.
    Il punto massimo si raggiunge quando Do, una mia laureanda, mi porta in visione stralci di giornale che riecheggiano trionfalmente la notizia.
    La personalizzazione della politica comunque consente una festa collettiva, questo mi viene in mente mentre fiera mi riapproprio di un posto sociale che sto scegliendo giorno per giorno e per cui non mi stanco di lottare.
    Ancora una volta è la classe che mi aiuta a capire ed io la ringrazio di cuore.

  3. emilianadeblasio Dice:

    Finalmente la 209 si scioglie ed io mi sciolgo con lei.. Sarà che siamo entrati nel vivo del programma ed iniziamo a raccogliere i frutti di un duro lavoro.. Non avevo mai compreso quanto potesse essere affascinate l’evoluzione dei modelli semiotici e quanto Mc Luhan potesse essere attuale per gli studenti. Li vedo impegnarsi e stancarsi, chiacchierare tra di loro ma poi tornare presenti. Mi auguro che non sia un’illusione!
    Intanto Buonanotte a tutti.

  4. emilianadeblasio Dice:

    Negli ultimi tempi le parole d’ordine sembrano essere: giovinezza e riduzione. Non so spiegare la complessità dei concetti, quello che so fare è vagamente cedere alla tentazione della rinuncia.
    Il corso continua a crescere, la direzione mi sembra buona, Intervengo quasi tutti e anche chi si celava nell’ombra prova a mostrare timidamente qualche curiosità. Ora anche Gio interviene. Ciò mi segnala che almeno hanno imparato a costruire il testo della loro lezione.

  5. emilianadeblasio Dice:

    Nell’intimità di un’aula semi-deserta arriva il clima festoso del natale e con esso le reazioni che auspicavo. Ci interroghiamo sulla propaganda e su come la manipolazione vada intesa alla luce delle nuove audiences…


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